Dalla terra . . . al cielo !

Se in un gruppo di persone qualcuno dice a voce alta la parola “Toro”, ognuno può associare questa parola a ciò che gli è maggiormente congeniale:

- chi ha interesse per l’astrologia pensa subito al segno zodiacale,

- chi è sintonizzato sui mercati azionari pensa all’andamento in Borsa,

- chi ha una visione della vita più gaudente pensa … ad una bistecca!

 

Astrologicamente è risaputo che il Toro, solido e pieno di buon senso, considera la terra proprio come la “Madre Terra”, è fortemente legato a tutto ciò che è concreto, denaro compreso.

Perciò non stupisce l’associazione che si è venuta a creare fra il TORO e la BORSA.

È famosissimo Il Toro di Wall Street (noto come Charging Bull) scultura bronzea realizzata da un artista italiano e posta nei pressi del Bowling Green Park, nel quartiere della borsa di New York.

Pochi sanno che Di Modica sostenne interamente il costo di quest’opera (circa 360.000 dollari per un peso di circa 3,2 tonnellate), forse per esorcizzare la paura del crollo finanziario avvenuto nel 1987, due anni dopo, nel dicembre 1989 collocò nel Bowling Green Park la sua statua di fronte alla sede della borsa di Wall Street.

Ma ciò che è curioso è che questa scultura è stata collocata senza alcuna autorizzazione, ciononostante non è mai stata rimossa, anzi i newyorkesi da allora lo considerano un monumento in esposizione permanente, simbolo del capitalismo americano.

Il nativo del Toro è il più epicureo, festaiolo, voluttuoso dello zodiaco; ha tanta gioia di vivere e di godere dei piaceri della vita, non ultimo il cibo.

Perciò cosa c’è di meglio di una buona bistecca…!

E su questa “bistecca” è nata una riflessione.

Diversi anni fa, le città che raggiungevano un certo numero di abitanti, al fine di rendersi il più possibile autonome, si dotavano di varie strutture fra cui quei luoghi deputati alla macellazione degli animali, le cui carni venivano usate a scopo alimentare: i mattatoi.

Senza entrare nel contenzioso che esiste fra i sostenitori dello stile alimentare carnivoro e di quello vegetariano, ciò che emana dalla parola “mattatoi” è un background di sofferenza.

Con l’avvento della globalizzazione, e quindi con l’approvvigionamento delle carni che segue un percorso alternativo ai macelli, le comunità si sono trovate a dover gestire diversamente questi ampi spazi che – in assenza di utilizzo – sarebbero andarti incontro a degrado.

La cosa che può far meditare è che in un gran numero di città questi mattatoi sono stati trasformati in musei, centri culturali, laboratori polifunzionali, spazi espositivi e biblioteche.

È come se, con la bellezza, l’arte, l’aggregazione si volesse sublimare tutta la paura, il dolore, l’angoscia che si sono generate fra queste mura.

Riconvertire il dolore in gioia, il dolore al sollievo, la paura in coraggio è – in un certo modo – l’essenza del Wesak, ricorrenza che ogni anno si celebra in occasione  del plenilu-

nio del Toro.

 

il Wesak è una festività orientale molto antica e appartiene alla tradizione buddista, anche se il suo significato non si limita ai confini di una sola religione, ma porta con sé una grande Benedizione destinata a tutta l'Umanità.           

Il significato spirituale è in qualche modo simile a quello della Pasqua cristiana, del Pesach ebraico, del Ramadan, della festa della Luce Mazdea.        
Tutte queste religioni celebrano il ritorno o l'avvento di una Grande Luce che aiuterà la crescita, l'evoluzione, la Liberazione degli esseri umani.       

La tradizione parla del principe Gautama Siddharta, rampollo di una ricca famiglia di stirpe guerriera che dominava il paese.

Alla sua nascita il saggio di corte elaborò l’oroscopo dove lesse le qualità straordinarie del bimbo che era destinato a diventare un grande monarca o un grande asceta rinunciante destinato a conseguire il risveglio.

Preoccupato dalla possibilità che il figlio lo abbandonasse senza dargli la legittima successione al trono, il padre guidò la sua vita chiudendolo in una gabbia dorata.

Siddharta fu allevato nel più grande sfarzo, visse nel benessere e nell’opulenza, senza conoscere la vita del mondo.

Ma nonostante fosse stato allevato in mezzo alle comodità e al lusso la profezia si avverò;  il principe Gautama Siddharta raggiunse il massimo dell'illuminazione divenendo così un «Buddha», cioè un risvegliato.   

Bibliografia :

Siddharta di Hermann Hesse – ed. Adelphi 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni dei mattatoi riconvertiti in musei:

Roma – il Testaccio : Museo d’Arte MACRO;

Cagliari – EXMA’;

Trevi (Perugia) – OFFICINA dell’UMBRIA; (progetti didattici e spazi espositivi)

L’Aquila : Polo museale;

Locorotondo : museo;           
Iglesias : mostre d’arte e spazio culturale;

Parigi : polo culturale.


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